Studi internazionali sull’illetteratismo

 

   

 

Studi internazionali dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) voluti per “misurare la salute e l’efficacia del sistema di istruzione e aiutare i responsabili a prendere decisioni migliori“ e quindi a migliorare il sistema formativo.

  • PISA 2012
    L'analisi PISA (Programme for International Student Assessment) viene effettuata ogni tre anni per verificare le competenze in lettura, matematica e scienze naturali dei giovani che finiscono la scuola dell'obbligo. Nel 2012 sono stati esaminati 510'000 allievi di 65 paesi.
    I test PISA vertono sulle competenze che secondo l’OCSE i quindicenni dovrebbero avere. Uno dei quesiti riguarda la capacità dei giovani di applicare le proprie conoscenze e abilità in situazioni nuove. Per contro, PISA non analizza il raggiungimento degli obiettivi in base ai piani di studio.

    In Svizzera la percentuale di alunni dalle prestazioni eccellenti in matematica è nettamente più alta (21,4%) della media OCSE (12,6%).

    In lettura gli adolescenti svizzeri si classificano al dodicesimo posto, ma migliorano il punteggio rispetto al 2009 (da 501 a 509). Per quanto riguarda le scienze naturali, malgrado una flessione di due punti (da 517 a 515) aumenta il numero di allievi forti e i quindicenni svizzeri si piazzano anche in questo caso al dodicesimo rango.

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  • PISA 2009: in lettura Svizzera meglio del 2000. Nello studio PISA 2009 la Svizzera si posiziona nettamente al di sopra della media OCSE in tutti e tre gli ambiti analizzati – lettura, matematica e scienze naturali. Rispetto al 2000, migliora decisamente la sua posizione internazionale in lettura, riducendo anche il numero di lettori deboli. Inoltre, in matematica si colloca nuovamente ai primi posti nel confronto internazionale.

  • Studio SIALS (Second International Adult Literacy Survey) 2003
    Nella Svizzera italiana di un testo in prosa il 33% degli intervistati sa leggere e capire solo informazioni semplici, il 19,6% mostra competenze insufficienti. Tutto questo nonostante la maggioranza di queste persone abbia seguito 8 o 9 anni di scuola obbligatoria nel nostro paese.
  • PISA 2000/2003 (Programme for International Student Assessment)
    indagine internazionale che si svolge ogni tre anni con l’obiettivo di misurare il livello di competenza in lettura, matematica e scienze naturali dei giovani alla fine dell’obbligo scolastico (quindicenni).
    La Svizzera ha una percentuale superiore al 20% di allievi che hanno raggiunto
    al massimo il primo livello di competenza in lettura (individuare singole infor-mazioni, riconoscere il tema principale di un testo )
  • ALL (Adult Literacy and Lifeskills Survey) 2003
    Indagine comparativa internazionale sulle competenze degli adulti
    Misura come gli adulti comprendono le informazioni scritte che li sollecitano quotidianamente (literacy), come se la cavano con le cifre (numeracy) e la risoluzione dei problemi (problem solving) e quale rapporto hanno con il computer.
  • Studio IALS (International Adult Literacy Survey) promosso dal 1994 a livello internazionale dall’OCSE, da Eurostat e dall’Unesco per testare le competenze alfabetiche della popolazione adulta negli ambiti della lingua locale e del calcolo.

     


 
 
 

Indagini concernenti la Svizzera e la Svizzera italiana

nuovo

   
  • CONFORTI P. V., CATTANEO A.
    "Anch’io faccio parte di…"
    Competenze di base linguistiche e professionali: uno studio sui percorsi e le offerte formative degli adulti in Ticino. link

  • Rapporti del Gruppo interdipartimentale per la promozione delle competenze di base: analisi e misure
    Rapporto 2014
    Rapporto 2013

  • LINGUASÌ Un progetto per promuovere le competenze linguistiche nella formazione professionale - Guida didattica link
  • LINGUASÌ. Promuovere le competenze in lettura e scrittura nella formazione professionale e prevenire le situazioni d'illetteratismo. link
  • ANALFABETISMO - Bibliografia del Sistema Bibliotecario Cantonale 2011 link
  • MACCAGNO E., Spazi di scrittura, Alcuni indicatori del fenomeno dell’analfabetismo funzionale nella Svizzera italiana, USR 1993

  • MANZONI C., CAPPELLI I ., Dalla canonica all’aula. Scuole a alfabetizzazione nel Ticino da san Carlo a Franscini, 1997

  • FERRARI N., Non so scrivere, ma mi arrangio… Vivere da analfabeta in Ticino, IES, Ginevra, 2000

  • La littératie à l'ère de l'information. Rapport final de l'enquête internationale sur la littératie des adultes, OCDE, 2000
  • CATTANEO A., Donne e uomini: verso un'uguaglianza nel rispetto delle differenze? Fotografia analitica della condizione socio-economica e delle competenze alfabetiche delle donne nella Svizzera italiana, Ufficio Studi e Ricerche, 2001

  • MOSER, U. Pronti per la vita? Le competenze di base dei giovani - Sintesi del rapporto nazionale PISA 2000, UST e CDPE, 2001
  • PEDRAZZINI-PESCE F., Leggere, scrivere e calcolare nella Svizzera italiana, Risultati nell'ambito della "International Adult Literacy Survey" (IALS), 2001

  • VANHOODYDONCK S., GROSSENBACHER S., L'illettrisme. Quand l'écrit pose problème. Causes, conséquences et mesures, CSRE, 2002

  • Illetteratismo, in Giornale UFC 9/2003

  • HAURI A., Analyse du maintien d’une situation d’illettrisme et de sa gestion, Fribourg, 2003
  • PEDRAZZINI-PESCE F., Bravo chi legge. I risultati dell'indagine PISA 2000 (Programme for International Student Assessment) nella Svizzera italiana, USR, 2003

  • CASONI M., Si può dire analfabeta?, Messaggi brevi, Lugano, 2005

  • COMITE SUISSE DE LUTTE CONTRE L’ILLETTRISME,  Accès à la lecture pour tous! Vers un concept global de lutte contre l’illettrisme, UNESCO, Berne, 2005

  • FATTORINI P., Insegnare agli adulti a leggere e scrivere l’italiano in Ticino: sfide didattiche e comunicative, Lugano, 2005

  • UFFICIO FEDERALE DI STATISTICA,  Lire et calculer au quotidien, Compétences des adultes en Suisse, Neuchâtel, 2006

  • STUDIO BASS, Costi economici dell’illetteratismo in Svizzera, Berna, 2007
  • Dizionario storico della Svizzera (DSS) voce Alfabetizzazione, 1. Alfabetizzazione dal Medioevo agli inizi del XX secolo, 2. Analfabetismo recente,
    www.hls-dhs-dss.ch/textes/i
 
 

Altro

   
  • CIPOLLA C. M., Istruzione e sviluppo. Il declino dell’analfabetismo nel mondo occidentale, Bologna, Il Mulino, 2002

  • ROGGERO M., L’alfabeto conquistato. Apprendere e insegnare nell’Italia tra Sette e Ottocento, Il Mulino Saggi, 2001

  • MORRONE A., SAVIOLI M., La lettura in Italia, Milano, Editrice Bibliografica, I mestieri del libro, 2008
  • CATALDO C., C'è più gusto. Far crescere e stimolare il piacere della lettura, Armando Ed., 2009
  • Le donne tra analfabetismo e emancipazione
    Dalle carte di Tommaso Fiore
    Marzo 2014 collegamento

 
 

Segnalazioni

 

   
  • ROSENBAUM Francine, Le umiliazioni dell’esilio, FrancoAngeli ed.
    Le patologie della vergogna dei figli dei migranti.
    A partire dalla sua esperienza clinica con i bambini e le famiglie multiculturali, Francine Rosenbaum evoca in questo volume gli effetti perversi del misconoscimento delle risorse psicolinguistiche della lingua materna necessaria all’elaborazione dell’identità. Dall’inizio della sua attività clinica ha constatato che il malessere dei migranti si cristallizza spesso in sintomi che ledono la parola o la scrittura.
    Col pretesto dell’integrazione, il frequente diniego delle risorse dell’asse affiliativo dei migranti nega loro l’accesso ad un’integrazione desiderata. La valorizzazione della lingua materna, il genogramma e la riscoperta delle storie di vita grazie alla mediazione linguistico-culturale sono i supporti maggiori delle terapie proposte e ampiamente illustrate dalle storie cliniche.

  • COSSÈ Laurence, Mandorle amare, edizioni e/o
    Il libro - titolo originale  “Les amandes amères”- pubblicato in Francia nel 2011 per le edizioni Gallimard e tradotto in italiano nel 2012, racconta la storia del tentativo di alfabetizzazone di Fadila, signora marocchina sessantenne che non ha mai imparato a leggere e scrivere. La signora Edith, dopo aver scoperto il problema di Fadila, donna di pulizie, le propone di provare ad addentrarsi nella lettura e nella scrittura.
    Nel libro gli interrogativi di Edith si intrecciano con le credenze di Fadila e tra le due donne nasce e cresce una complicità, una possibilità di racconto, una conoscenza reciproca.
    Libro delicato che parla di un tentativo di avvicinamento alla scrittura e alimenta la nostra capacità di interrogarci di fronte ai modi diversi di pensare, descrivere e sognare il mondo.

  • CHAMBERS Aidan, Muoio dalla voglia di conoscerti, ed. Rizzoli
    Il libro parla dell'incontro tra un vecchio scrittore di 75 anni e un giovane che si rivolge a lui per farsi aiutare a scrivere delle lettere alla ragazza che ama.
    Si scopre nel racconto che, come Chambers stesso, il ragazzo è dislessico.

 
 

Citazioni

   
  • RENDELL Ruth, La morte non sa leggere, Oscar Mondadori    1998           
    Qual è il treno per Stantwich?  - E` sul tabellone. Tredici. Non sa leggere? -
    No, non sapeva, ma non osava dirlo. Finalmente si trovò sul treno. Doveva essere quello giusto,  perché ormai undici persone glielo avevano indicato.

  • MANZI Alberto, E venne il sabato, Gorée  2005
    Così lei è il nuovo parroco. Sappiamo che è già molto attaccato ai suoi parrocchiani, tanto da aiutarli anche ad imparare a leggere e a scrivere. Noi le daremo tutto l’aiuto affinché i suoi parrocchiani possano stare bene, ma non riteniamo che sia necessario che questi poverini imparino a leggere e a scrivere. Potrebbe essere pericoloso dare troppa istruzione… Le chiediamo di limitarsi, ad esempio, ad insegnare a fare la propria firma, sì, dia loro l’essenziale, ne faccia degli uomini onesti, ligi al dovere… rispettosi dell’autorità, bravi e precisi nel lavoro (pag. 56)

  • HAMILTON Masha, La biblioteca sul cammello, Nuova biblioteca Garzanti 2007
    Era il Giorno della Biblioteca. Il giorno in cui sarebbero arrivati i libri, chiusi in casse di legno che penzolavano ai lati della gobba di un cammello. Ben presto Kanika si sarebbe ritrovata ad accarezzare copertine e a passare le dita su parole scelte a caso, prima di concentrarsi sui due volumi che poteva prendere in prestito. A quel punto li avrebbe ghermiti con aria possessiva, portati a casa e depositati al centro della stanza per poi rimandare il più a lungo possibile il momento di aprirli, così da protrarre lo squisito piacere. (21)

  • ZUSAK Markus, La bambina che salvava i libri, Frassinelli 2007
    C’era ogni sorta di stili e di forme di scritte sui dorsi di libri neri, rossi, grigi, di tutti i colori. Era una delle cose più belle che Liesel Meminger avesse mai visto…
    Fece scorrere il dorso della mano sul primo piano, ascoltando il fruscio delle sue unghie che sfioravano la spina dorsale di ogni libro. Pareva il suono di uno strumento, o un rumore di piedi in fuga…
    Era come una magia, come la bellezza, mentre vivi raggi di luce splendevano su un candeliere. Più volte quasi tirò fuori dal suo posto un volume, ma non ebbe l’ardire di disturbarlo. Erano troppo perfetti. (138-139)

  • CIPOLLA Carlo M., Istruzione e sviluppo. Il declino dell’analfabetismo nel mondo occidentale, Intersezioni Il Mulino 2002
    Cap I Analfabetismo, semi-analfabetismo e problemi relativi.
    Nel suo senso più dimesso il termine „analfabeta“ può essere usato per significare una persona incapace di leggere un testo, stampato o manoscritto che sia. Da ciò, per ragion logica, si potrebbe dedurre che una persona che sappia leggere è „alfabeta“, ma la deduzione non è esatta. Tra l’analfabeta e l’alfabeta c’è la schiera grigia e  numerosa dei semi-analfabeti. Ci sono, tanto per cominciare, coloro i quali sanno leggere ma non sanno scrivere. ... Ci sono quelli che sanno leggere e scrivere ma che difficilmente capiscono ciò che leggono e che a mala pena sanno scrivere qualcosa che va al di là della loro firma. (21)
    Nella parte sud-orientale del paese (Francia), i maestri erano assunti alle fiere di paese: chi voleva essere assunto come insegnante girava per l’area della fiera con un cappello piumato e gridava maître d’école: una piuma significava che poteva insegnare a leggere, due piume che poteva insegnare a leggere e a scrivere, e tre piume che poteva insegnare anche aritmetica. Nel corso del secolo XIX seguendo la tendenza generale verso una maggiore partecipazione dell’intervento pubblico nella vita sociale, i salari a carico delle pubbliche finanze divennero progressivamente regola in tutta Europa e gli insegnanti divennero parallelamente meno pittoreschi.(35)

  • RABITO Vincenzo, Terra matta, Einaudi 2007
    Autobiografia postuma di un contadino semi analfabeta
    Io era picolo ma era pieno di coraggio, con pure che invece di antare alla scuola sono antato allavorare da 7 anne, che restaie completamente inafabeto.
    … ma con quelle miserabile tempe, il desonesto governo non dava neanche uno centesimo per potere comperare uno quaterno, perché voleva che tutte li povere fossemo inafabeto. (capitolo primo)

  • PENNAC Daniel, Diario di scuola, Feltrinelli
    Nella mia famiglia avevo soprattutto guardato gli altri leggere: mio padre che fumava la pipa nella sua poltrona, sotto il cono di luce di una lampada, passandosi distrattamente l’anulare nella riga impeccabile dei capelli, con un libro aperto sulle ginocchia accavallate; Bernard, in camera nostra, steso sul fianco, ginocchia piegate, la mano destra a reggergli la testa… C’era del benessere, in quelle posture. In fondo, è stata la fisiologia del lettore a spingermi a leggere. Forse all’inizio ho letto solo per poter riprodurre quelle pose ed esplorarne altre. Leggendo, mi sono fisicamente collocato in una felicità che dura ancora.
  • CHAMBERS Aidan, Rivista Hamelin, n.17, 01.2007
    “A me pare che a creare i lettori siano altri lettori. Il leggere incomincia con la lettura ad alta voce. Non si possono leggere parole che non si siano già sentite pronunciare. Qualcuno che sa leggere bene legge ad alta voce per qualcuno che non lo sa fare. Possiamo leggere solo quello che è a nostra disposizione. Se non ci sono libri intorno a noi, è improbabile che diventeremo dei lettori. In egual modo, se c’è solo una ristretta selezione di libri a disposizione, non avremo molte possibilità di sviluppare i nostri gusti e interessi”.
  • HAGENA Katharina, Il sapore dei semi di mela, Garzanti 2009
    Era anche vero che mangiavo molto. Mi piaceva leggere e mangiare. Divoravo un panino dopo l’altro, un biscotto dopo l’altro, alternando senza problemi dolce e salato. Era così piacevole accompagnare le storie d’amore con il formaggio Gouda, i romanzi d’avventura con il cioccolato alle nocciole, le tragedie familiari con il muesli, le fiabe con le caramelle mou e le saghe cavalleresche con i biscotti Prinzenrolle. Anche nei libri si mangiava. Spesso sul più bello entravano in scena polpette e composta di frutti rossi, dolci alla cannella e salsicce. …
    Finché leggevo e mangiavo non c’era problema. Potevo essere diversa, potevo diventare qualunque cosa. Dovevo solo continuare a leggere. Non potevo assolutamente smettere. (126)
    Un tempo mi specchiavo nei libri perché non volevo guardarmi. Leggevo e mangiavo, mangiavo e leggevo. Libri e spuntini alleggerivano il mio spirito, ma rendevano le mie membra sempre più pesanti. Quando avevo smesso di leggere, avevo smesso anche di rimpinzarmi. Ero tornata in possesso del mio corpo. (142)

  • MORRISON Toni, Il dono, Frassinelli 2009
    Ho cercato di dirlo al reverendo padre. Speravo che se imparavamo le lettere, magari un giorno potevi farti strada da sola. Il reverendo padre era tanto gentile e coraggioso e diceva che era quello che Dio voleva e che potevano anche dargli una multa, metterlo in prigione o dargli la caccia con i fucili come facevano con altri preti che insegnavano a leggere a noialtri. Credeva che amavamo di più Dio se conoscevamo le lettere per leggere. Questo non lo so. Quello che so è che c’è magia nello studiare. (173)

  • GUTERSON David, Nostra signora della foresta, Longanesi 2004
    “Aspetterò. Ho un libro da leggere.”
    “Che cos’è?”
    “Un libro di viaggi. Leggo sempre cose che parlano di viaggi. E` l’unico modo che ho per prendere un po’ di sole.” (24)